Da Tata a Cremona sospinti da un'Anima sonora

Quando si osserva uno strumento costruito dal M° Stefano Conia, ed ancora di più quando lo si sente suonare, si rimane colpiti dalla armonia delle linee e dalla morbida completezza del suono che produce.

Nonostante la giovane età infatti la qualità del lavoro del M°Conia è altissima, di un livello difficilmente raggiungibile per i più, anche in età avanzata.

Una concezione così profonda e lucida da parte di Stefano nella costruzione di strumenti ad arco è da ricercarsi in due aspetti fondamentali del Giovane Maestro: il grande talento innato, ed i suoi natali.

Stefano Conia nasce il 4 Gennaio 1973 a Cremona patria mondiale dei violini e già da piccolissimo si trova immerso, grazie al padre Stefano Conia "Senior", liutaio di fama internazionale, nel mondo magico della liuteria.

Il piccolo trascorre gran parte della sua infanzia proprio nel laboratorio del padre.

 

Passa intere giornate ad osservare a bocca aperta il genitore mentre lavora, gioca con gli attrezzi, carezza il legno come se cercasse di intuirne i segreti più intimi.

Già da piccolo Stefano decide che la sua vita sarebbe stata legata a quel lavoro per sempre, e pur essendo ancora troppo giovane per manovrare pialle e coltelli, inizia ad esplorare il fascino del violino suonandolo.

Viene iniziato allo studio dello strumento da un giovane allievo del padre, violinista e liutaio, oggi suo caro amico e collega di lavoro, Marcello Villa che gli trasmette i primi rudimenti. Ed in seguito, grazie al lavoro del padre, viene a contatto con molti ottimi musicisti ( Emanuel Hurvitz, M. Nicolescu, ecc.).

Queste conoscenze gli consentiranno di acquisire una buona tecnica violinistica e soprattutto di affinare il proprio concetto di suono.

Il sottile legame che unisce i Conia alla liuteria parte da molto lontano, nello spazio e nel tempo. Il primo componente della famiglia ad intraprendere la difficilissima arte del costruire violini non è infatti il padre di Stefano, ma bensì il nonno, Istvan Konya "Senior"; un uomo di altri tempi, che dopo aver avuto una vita piena di difficoltà di cui più avanti parleremo, all’età di quarantaquattro anni avendo assicurato il futuro della famiglia, parte da Tata, città Ungherese

Da sinistra: Stefano Conia, Stefano Conia "il Giovane", Istvan Konya "Senior", Eva Conia

La verniciatura del suo primo strumento insieme con il padre

dove risiede, alla volta di Cremona, per inseguire il sogno di una sua smisurata passione. Costruire Violini.E’ proprio a Tata in Ungheria, che Stefano, sotto l’ala protettrice del nonno, durante l’estate del 1987, a soli quattordici anni, inizia e finisce la costruzione del suo primo violino tre quarti, che sarà verniciato in seguito nella bottega del padre a Cremona.
Il 1987 è l’anno in cui decide, anche incoraggiato dal nonno che aveva riscontrato in lui promettenti capacità manuali, di iscriversi alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona. E' instancabile, e oltre a i normali impegni scolastici, avendo la fortuna di poter utilizzare il laboratorio del padre inizia a costruire privatamente.
Durante questi anni incredibilmente prolifici il giovane Stefano, aiutato dal M° Giorgio Scolari suo insegnante e dal padre, naturalmente, costruisce il suo primo violino modello Stradivari, due viole, due violoncelli e una pochette, che gli varranno l’assegnazione della borsa di studio della Fondazione “W. Stauffer” per il valore e l’impegno dimostrati.

Presenta inoltre i suoi lavori ad alcune rassegne internazionali come la Triennale di Cremona, Bagnacavallo e Baveno, aggiudicandosi numerosi riconoscimenti e premi.

Dopo aver conseguito il diploma a pieni voti, nel 1991 a soli diciotto anni inizia la carriera professionale, lavorando nella bottega del padre, che gli commissiona i primi lavori. In questo periodo il giovane Stefano raggiunto un ottimo livello tecnico lentamente si distacca dalle forme paterne, per iniziare una lunga ricerca di stile, del suo stile. E’ questo il periodo che lo vede avvicinarsi al lavoro di quello che in seguito sarebbe divenuto un suo collega, il M° Marcello Villa, che Stefano sente filosoficamente più vicino.

 

Effettuato il servizio di leva il giovane Conia rientra a Cremona, ed inizia la sua vera e propria carriera professionale.

Il Maestro Stefano Conia "il Giovane" nel suo laboratorio

Sentendo il bisogno di un distacco Stefano lascia la bottega del padre e si trasferisce insieme all’ amico Marcello Villa in un bellissimo palazzo Cremonese del ’400 in Via San Giuseppe n°13 a due passi dal Duomo. La continua ricerca dell’armonia delle forme lo porta a stabilizzarsi inizialmente su due modelli Stradivari, il Dickson-Poynde 1703 e il Theonville 1698, affiancandovi anche un riccio modello Sunrise 1696.

In seguito aggiungerà anche il Guarneri “Del Gesù” Ex Sorkin, e un bellissimo Guadagnini 1770, ma non si limita ad una riproduzione fedele bensì ne personalizza le linee e il gusto. Dedica inoltre una cospicua parte della propria produzione all’imitazione di strumenti antichi, ampliando così ulteriormente i propri orizzonti estetici.
Gli strumenti del M° Conia hanno raggiunto un livello altissimo, i legni utilizzati sono eccezionali, selezionati grazie ad una sensibilità non comune; le forme ormai definite, si sono trasformate in sinuose contorsioni di linee armoniche, ed il suono è addirittura sorprendente.

Ascoltando un violino del M°Conia non si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad uno strumento nuovo, tanta è la morbidezza, la purezza e la potenza del suono sviluppato.

Da più di quindici anni lavora professionalmente e la promessa che era, è ormai divenuta una magnifica realtà. I suoi violini sono sparsi ai quattro angoli della terra e molti musicisti di grande valore ne apprezzano la sopraffina qualità.

Stefano Conia "Il Giovane" (Stefano Konya)

Stefano Conia (Istvan Konya)

Istvan Konya "Senior"