Istvan Konya: Stefano Conia 'Senior'

Istvan Konya, padre di Stefano Conia il “Giovane” nasce in Ungheria il 10 di Gennaio del 1946 e già dai primi momenti la sua vita si rivela non troppo facile. Il piccolo infatti nasce indebolito da problemi di salute molto gravi, che ne mettono addirittura in dubbio la sopravvivenza.

 

Istvan con il violino costruito dal padre

 

Ed è in questa occasione che dimostra una determinazione e una forza eccezionali, che uniti alle cure amorevoli della madre, lo aiuteranno a sconfiggere la malattia. I primi anni sono segnati da grandi difficoltà, anche dovute alla mancanza del padre che viene arrestato per motivi politici alla fine degli anni Cinquanta. Il padre cerca di essere presente come può nella vita del figlio, avendo già iniziato a fare violini ne costruisce uno per lui, e tramite alcune guardie compiacenti riesce a farglielo avere.

E’ così che Stefano ha il primo approccio allo strumento. Inizia a studiare il violino già all’età di sette anni ed il suo primo insegnante in questo periodo è un violinista zigano della sua città. In seguito sentendo l’esigenza di migliorare il proprio bagaglio tecnico si avvicina ad insegnanti sempre più esperti, come Tibor Domotor ( Professore dell’Orchestra di Budapest), o D° Maczai Gyulane con il quale terminerà gli studi.

Studi che gli permetteranno nel 1964 a soli 18 anni di entrare a far parte del Orchestra Filarmonica di Tatabanya. Finito il liceo prova ad iscriversi alla facoltà di medicina senza riuscirvi, e per rimanere all’interno dell’ambiente trova lavoro nel reparto di chirurgia dell’ospedale della sua città. E’ proprio il suo chirurgo Miklos Szechy accortosi delle sue notevoli capacità manuali, che già da piccolo riesce a sagomare e modellare ogni tipo di materiale, a consigliargli di intraprendere la strada del padre e recarsi a Cremona per apprendere i segreti della difficile arte della liuteria dicendogli: “Di chirurghi ce ne sono tanti, di Stradivari ce n’è uno solo”.

E’ così che Stefano, dopo aver svolto il servizio di leva e essere riuscito ad ottenere i documenti necessari, con cinque dollari in tasca, una valigia con pochi vestiti e attrezzi, ed un violino modello Amati costruito sotto la guida del padre, arriva a Cremona.

Durante gli anni di studio si distingue per la grande serietà e laboriosità, ottenendo anche una borsa di studio dalla scuola, che però non è sufficiente per vivere. Ma non si perde d’animo ed inizia a fare piccoli lavori come riparare serrature o ferri da stiro, oppure costruire miniature di violini che vende per racimolare qualche soldo.

Miniature di strumenti

Il Maestro Stefano Conia con il Maestro Giò Batta Morassi

 

Dopo solamente un anno di scuola, visto l’impegno e le capacità dimostrate, il M° Giò Batta Morassi, uno dei padri della rinascita della liuteria cremonese, gli offre un lavoro nel suo laboratorio.

Questa è una grande occasione che Stefano sfrutta al massimo; è qui infatti che costruirà lo strumento che gli consentirà di vincere la medaglia d’oro alla Biennale svoltasi a Cremona nel 1971, riconoscimento che ancora oggi considera uno dei più significativi della sua carriera.

Il Maestro Stefano Conia con il Maestro Sgarabotto

Nel Giugno del 1972 sotto la guida dei Maestri Sgarabotto, Morassi e Bissolotti consegue il diploma alla Scuola Internazionale di Liuteria ed inizia la carriera professionale vera e propria.
Ben presto vista la qualità eccellente del suo lavoro, molti musicisti e commercianti internazionali si interessano a lui, e la fama dei suoi strumenti cresce rapidamente.
Partecipa a numerosi concorsi internazionali riscuotendo notevoli successi e riconoscimenti.
Così, solo pochi anni dopo il suo arrivo a Cremona il nome di Stefano Conia è già molto noto e la quotazione dei suoi strumenti si stabilizza. A pochi anni di distanza dal conseguimento del diploma, con grande soddisfazione sua e del padre, nel 1976 viene chiamato ad insegnare nella stessa scuola dove lui stesso ha studiato.

Con la delegazione della Scuola di Liuteria di Cremona in visita ufficiale in Messico

L’insegnamento lo appassiona, e gli dà modo di trasferire, nel corso di più di vent’anni di insegnamento, la grande conoscenza da lui acquisita a centinaia di allievi oggi divenuti ottimi professionisti, tra cui naturalmente suo figlio Stefano Conia il “Giovane”. Parallelamente all’attività di insegnante gli viene assegnato anche il ruolo di curatore del museo scolastico, per il quale organizza diverse mostre e visite guidate.

 

Inoltre fa parte delle delegazioni che rappresentano la scuola di liuteria in varie esposizioni internazionali ( Cina, Messico, Egitto, Germania, Polonia, ecc.).

Partecipa insieme al M° Morassi alla nascita dell’AIL (Associazione Italiana Liutai), ed è membro dal 1990 dell’ AEL (Associazione Europea Maestri Liutai).
Nello stesso anno gli viene affidato il delicatissimo compito di restaurare l’arpa Stradivariana, che svolge con incredibile scrupolosità e maestria.


Il restauro dell'Arpa Stradivariana

Un violino del Maestro Stefano Conia

Da più di trentacinque anni ormai, nel suo studio sito in via Garibaldi n° 95 nel cuore della vecchia Cremona, il M° Conia costruisce magnifici strumenti ispirandosi liberamente ai grandi maestri del passato, e la sua voglia di ricerca volta a raggiungere la perfezione stilistica è in continua evoluzione.
Numerose sono le conferenze tenute in tutto il mondo e le pubblicazioni su riviste di settore come Strad Magazine.

 

Il M° Conia, partito dall’Ungheria inseguendo un sogno, è oggi divenuto uno dei liutai più apprezzati al mondo. I Suoi strumenti sono quotati da importanti case d’asta come Sothebys, Philips, Bongards e Christie's e non solo, molti di questi sono stati addirittura copiati. Ma di questo il Maestro non si preoccupa e dice: “E’ possibile certo copiare una forma, ma il carattere e la personalità no”.

Il Maestro Stefano Conia nel suo laboratorio a Cremona

 

Stefano Conia "Il Giovane" (Stefano Konya)

Stefano Conia (Istvan Konya)

Istvan Konya "Senior"