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M° Stefano Conia Il “Giovane” utilizza per la
costruzione dei suoi strumenti i legni della tradizione liutaria
classica, selezionando personalmente i materiali migliori e
più a lungo stagionati al fine di ottenere il massimo
dei risultati acustici ed estetici possibili. |
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I
legni impiegati per la costruzione dei violini sono: Acero, per il
fondo, il manico, il riccio, le fasce e il ponticello; Ebano, per
la tastiera, i piroli, e la cordiera; ed infine il re dei legni, che
ha reso possibile il lavoro dei grandi Maestri liutai di ogni tempo:
L’Abete.
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Tavole di Abete
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L’abete,
presente in gran parte dell’Europa prevalentemente in
zone montuose, è un legno versatile, resistente ed elastico,
e per questo motivo è molto utilizzato in campi diversi
della costruzione dall’edilizia alla liuteria. |
La particolare qualità di abete utilizzata fin dai tempi di
Amati per la costruzione dei violini porta il nome scientifico di
“Picea abies excelsa”, più comunemente chiamato
“Abete Rosso”, o di “Risonanza”. Questa eccezionale
qualità di albero cresce tra i 1000 e i 2300 metri di quota
e da adulto può raggiungere i 30-40 metri di altezza.
L’Abete Rosso trova il suo habitat naturale in Trentino, e più
precisamente nella bellissima vallata di Paneveggio;
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è in questa foresta che oggi come da circa 400 anni i
liutai di ogni parte del mondo vengono a scegliere il legno.
Si racconta che già il grande Antonio Stradivari si aggirasse
per i boschi di Paneveggio per selezionare gli alberi migliori
da utilizzare. |
La foresta di Paneveggio

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Proprio quest’ultimo autore, grazie
alle glaciazioni che hanno interessato l’Europa continentale
tra il 17° e il 18° secolo, ha potuto utilizzare una qualità
di legno eccezionale. Il freddo intenso infatti rallenta molto la
crescita della pianta, che sviluppa anelli annuali di crescita molto
stretti e regolari, questo si traduce in una fibra del legno molto
stretta e dritta.
Stagionatura in quarti
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L’Abete
di Risonanza è usato per costruire i piani armonici per
la sua enorme elasticità, che consente un' ottima trasmissione
delle onde sonore, e per la struttura della fibra detta a nido
d’ape. I
canali linfatici sono come piccole canne d’organo, e ovviamente
essendo cavi fungono da amplificatori per le onde sonore; da
qui il nome “Risonanza”. |
Dopo
essere stato tagliato, naturalmente tra Ottobre e Novembre e con la
luna calante, periodo dell’anno in cui i canali si svuotano
rilasciando la linfa nel terreno, i tronchi vengono gettati in acqua
in modo da lavarli dalle impurità e successivamente messi a
stagionatura in un luogo asciutto e ventilato per un minimo di dieci
anni.
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Notevole
importanza ha il modo di tagliare il tronco; il taglio deve
essere effettuato in senso radiale e non tangenziale, al fine
di sfruttare al massimo la fibra del legno. |
Taglio tangenziale e taglio radiale

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Il
taglio tangenziale infatti oltre a sottrarre al legno parte della
sua naturale lucentezza, ne riduce anche la resistenza e la capacità
di vibrare in maniera corretta.
Se all’Abete è affidato il suono, all’Acero è
affidata la bellezza di un violino
Pianta di Acero
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L’Acero usato
comunemente nella liuteria proviene nella maggior parte dai
Balcani, anche se altre specie della stessa famiglia sono presenti
in tutto l’emisfero boreale, e il nome scientifico è
“Pseudoplatanus”. |
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La
particolarità di questo legno è data dallo sviluppo
ondulatorio della fibra, che una volta lavorata e levigata mostra
tutta la sua bellezza producendo delle striature chiare e scure
trasversalmente alla fibra molto simili a delle onde marine,
da qui deriva il termine marezzatura.Questo
legno non è facile da reperire, solo una pianta su mille
presenta infatti le marezzature e per questo motivo ha dei costi
molto elevati. |
Acero 'marezzato'

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Ancora
più difficile da trovare è l’acero detto
a “Occhio di pernice”, dove la distribuzione della
fibra non forma delle striature, bensì dei piccoli
occhi scuri. Nell’antichità
esistono esempi di fondi costruiti con materiali alternativi
come il faggio e il pioppo, dovuti non tanto alla voglia di
sperimentare dei liutai quanto alla difficoltà di reperire
l’acero.
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Acero ad 'Occhio di Pernice'

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| Ebano

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Ed
infine l’Ebano. Nasce in India, in Madagascar ed in Martinica,
ha una crescita molto lenta, ed un colore che va dal marrone
scuro al nero. La sua densità è altissima, è
infatti uno dei pochi legni che in acqua affonda invece di rimanere
a galla. Molto duro e friabile, viene usato in liuteria per
costruire tastiera, piroli e cordiera, le parti che più
si rovinano con l’utilizzo. |
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In alternativa è possibile usare anche
il bosso per cordiera e piroli, legno dalle caratteristiche simili
all’ebano ma di colore chiaro. Per le cordiere in particolare,
alcuni artigiani hanno recentemente iniziato ad adoperare il
legno di pernambuco, originario del Brasile, usato in prevalenza
per la costruzione di archi, ottenendone risultati eccellenti.
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Pori dell' Ebano visti al microscopio

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